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mercoledì 6 aprile 2011

Instant e-book in fieri

Nasce l'"instant e-book" in continuo aggiornamento. Volete saperne di più? Leggete questo articolo da EhiBook, il blog del corriere.it dedicato alle novità tecnologiche nel campo dell'editoria.

http://ehibook.corriere.it/2011/04/instant_ebook_il_caso_rubyscon.html

martedì 5 aprile 2011

Iperborea: Emilia Lodigiani insignita dell'Onorerficenza di Cavaliere dell'Ordine di Orange-Nassau

Sabato 12 marzo 2011, durante la serata d’inaugurazione della 17a edizione del Festival "Dedica" di Pordenone (12-26 marzo 2011) di cui Cees Nooteboom è l’ospite d’onore, l’Ambasciatore olandese Alphonsus Hermanus Maria Stoelinga ha conferito a Emilia Lodigiani l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine di Orange-Nassau per lo straordinario impegno profuso nell’arco di vent’anni nel diffondere e far amare la letteratura e la cultura olandesi in Italia, traducendone i nomi di spicco. L’Olanda è uno dei paesi più rappresentati nel catalogo Iperborea. Dai classici Multatuli, Gerard Durlacher, J. Jacob Slauerhoff, ai grandi contemporanei come Hella Haasse o Cees Nooteboom, da molti ritenuto uno dei maggiori scrittori europei viventi (di cui Iperborea ha pubblicato dieci romanzi), fino alle voci più interessanti della letteratura contemporanea: tra gli altri, Allard Schröder, Kader Abdolah, Frank Westerman, Tommy Wieringa e Adriaan van Dis.

Emilia Lodigiani, fondatrice e presidente di Iperborea, nel 1996 era già stata insignita da Re Carlo Gustavo e dal Parlamento di Svezia dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Stella Polare, il massimo riconoscimento che la Svezia attribuisce agli stranieri e nel 2009 le è stata conferita l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Rosa Bianca di Finlandia dall'ambasciatore finlandese in Italia Pauli Mäkelä.

tratto da www.iperborea.com

"I racconti dell'età del jazz", la nuova collana Minimum Fax dedicata a Scott Fizgerald

Domenica 10 aprile per la rassegna “Libri Come”, Minimun Fax presenta “I racconti dell’età del jazz” di Francis Scott Fitzgerald. L'incontro, che prevede la presenza di Tommaso Pincio, Francesco Pacifico e Veronica Raimo e sarà moderato da Sara Antonelli, si svolgerà presso l'Auditorium "Parco della Musica" a Roma, a partire dalle 16,00.

“Il grande Gatsby”, “Tenera è la notte” e le altre opere di Fitzgerald rivivono in traduzioni del tutto nuove affidate ad alcuni dei narratori italiani più talentuosi sulla scena di oggi: Giuseppe Culicchia, Francesco Pacifico, Tommaso Pincio e Veronica Raimo. Corredati da una postfazione del traduttore e da un'introduzione critica di Sara Antonelli, questi volumi rappresentano un meraviglioso incontro fra il passato e il presente della letteratura.

giovedì 24 marzo 2011

Una riflessione di Giuseppe Granieri sull'e-book

Segnaliamo un post interessante uscito su http://www.bookcafe.net/ e scritto da Giuseppe Granieri. L'argomento? L'e-book...

Ci sono dei post in cui sei quasi obbligato a elencare a te stesso -prima di scriverli- una lunga serie di premesse. Questo perché sono cose che hai già raccontato a qualche amico a voce e hai una dettagliata lista dei «ma» e dei «però» che arrivano da chi non ha fatto la stessa esperienza o non ha mai provato.
Così, ecco il paragrafo delle premesse. Ho la casa piena di libri, non li conto da una vita ma è un numero a quattro cifre. La letteratura è in soggiorno, su diverse librerie, con i titoli a strati e spesso a castello. I saggi sono nello studio, impilati anche per terra e sopra una stampante che non uso più e che funge da ripiano. Leggo sull'iPad, con la luminosità abbassata al tono giusto e a luce spenta. Mi trovo benissimo. So che il Kindle e gli eink eccetera eccetera, ma con l'iPad mi trovo meglio e prenderei il Kindle solo per twittare gli highlights. Poi la tecnologia va verso le preferenze personali e ognuno usa l'eraeder che gli piace di più. E, last but not least, so perfettamente che quanto sto per dire non é una regola generale ma un aneddoto personale.
Ora, detto questo, posso iniziare il post.
Un paio di giorni fa ho iniziato a leggere un parallelepipedo di carta. Erano mesi che non lo facevo. Poiché si tratta di un romanzo, ho iniziato a leggerlo a letto, che è il posto dove leggo la narrativa. La prima cosa che ho pensato, prendendolo in mano, è stata: «Maledetti hardcover. pesa quanto l'iPad e non si connette a Internet». La seconda è stata «Mi conviene iniziarlo ora che devo partire? Altro peso in borsa. Con l'iPad verrebbe con me comunque».
Poi mi sono messo a letto e ho iniziato a leggere. Sbuffando: «Ma cavolo, non è nemmeno retroilluminato» (sì, ho scoperto che oggi mi infastidisce leggere con la luce accesa, come pure ho fatto per tanti anni). Dopo qualche minuto di lettura, infine, i miei amati parallelepipedi di carta mi sono definitivamente caduti dal cuore. Ed è stato quando ho cercato di evidenziare un brano passando due dita sul foglio e non è successo nulla.
C'è poco da fare. Facendo le cose in modo diverso, e trovandoci bene, cambia il nostro rapporto con gli oggetti. E quelli che usavamo prima ci sembrano poi improvvisamente desueti. Il mio rapporto con i parallelepipedi, ora, è più o meno lo stesso che ho con lo stereo (un aggeggio primitivo cui sono affezionato ma che non uso da anni e che è persino staccato dalla rete elettrica) o con il videoregistratore. E mi sono scoperto a guardare tutti i miei libri di carta con estremo affetto, ma con la sensazione di avere la casa piena di videocassette di un tempo che fu.
Le nostre abitudini cambiano in fretta. E c'è sempre un momento in cui oggetti, anche quelli di culto, diventano vintage. O forse non sono loro a cambiare, ma siamo noi. E le nostre aspettative.

lunedì 14 marzo 2011

Il libro, «un nutrimento delicato e necessario da scegliere con accuratezza». Intervista a Ginevra Bompiani sulla "legge sul prezzo dei libri"

Continua il nostro giro di interviste tra gli editori indipendenti sulla recente "legge sul prezzo dei libri". Dopo Daniela Di Sora (Voland), anche Ginevra Bompiani, fondatrice di Nottetempo, ha accettato di rispondere a qualche domanda sull'argomento.

Signora Bompiani, la nuova versione del ddl approvata al Senato il 2 marzo contiene alcune significative modifiche rispetto al testo originario, licenziato dalla Camera nel luglio dello scorso anno. In particolare, si prevede il tetto del 15% agli sconti praticabili sui volumi, un limite del 25% sulle promozioni degli editori e la non reiterabilità delle campagne promozionali (che dovranno diversificarsi nel corso dell'anno solare). Come giudica, nel complesso, la norma? È soddisfatta?

Sono modifiche importanti, anche se lontane da quello che volevamo e che tuttora vogliamo. Abbiamo scelto di sospendere la battaglia su questa prima vittoria, ma speriamo che la legge dia come frutto anche il desiderio di migliorarla ulteriormente. Il vero obiettivo è la legge Lang, che si applica con grande successo in Francia e che prevede un massimo sconto del 5%.

Sostanzialmente, il Senato ha tenuto conto delle proposte avanzate dall'associazione "I mulini a vento", della quale fa parte anche Nottetempo. Quando voi editori indipendenti avete deciso di mettere insieme le vostre forze, pensavate che la vostra iniziativa avrebbe avuto successo?

Beh, lo speravamo. Ma è stata una lotta molto dura, sembrava che alcuni gruppi editoriali avessero preso l’esempio dal governo nel fare leggi a proprio esclusivo vantaggio. È stato difficilissimo ottenere ascolto, e a darcelo non sono state le istituzioni librarie o editoriali, ma la Commissione Cultura del Senato, dove abbiamo trovato persone straordinarie, che ci hanno sostenuto fino all’ultimo, come il Senatore Vincenzo Vita. Ma anche gli altri membri della Commissione sono stati molto più ricettivi di chi avrebbe dovuto esserlo per ufficio.

La nuova versione del testo (che prima di essere legge, ricordiamo, dovrà esser ratificato dalla Camera) ha scatenato anche diverse polemiche. Qualcuno vi ha accusato di essere "neo-luddisti", oppositori del mercato, di tutelare interessi corporativi. Inoltre, la legge, sempre secondo gli oppositori, impedirebbe, di fatto, un abbassamento dei prezzi e costituirebbe una barriera nei confronti del mercato on-line (soggetto allo stesso tetto di sconto). Come risponde a queste critiche?

Abbiamo in realtà avuto due generi di critiche, quelle a cui allude lei, e quelle opposte, che ci accusano di non aver fatto abbastanza.

Ai primi vogliamo dire che la legge voluta dai grandi gruppi, e a cui abbiamo portato qualche modifica, era sì una legge corporativa, perché difendeva loro da Amazon e dalla Grande Distribuzione (supermercati, ecc.) e lasciava a terra editori e librai indipendenti, che in questo periodo hanno spesso chiuso bottega. In realtà, gli sconti sono una truffa. Per poterli praticare bisogna prima alzare i prezzi, cosa che Mondadori ha puntualmente fatto a gennaio. E sono comunque possibili solo alle grosse tirature. Il che vuol dire che poi in libreria si trovano scontati solo i best-seller, mentre gli altri libri scompaiono dal mercato.

La cultura così coincide col "commerciale", mentre l’inverso non è mai stato vero. Un libro "commerciale" può essere bellissimo, ma difficilmente sarà nuovo, insolito, diverso, perché il successo arride in genere a quel che si "riconosce", cioè a quello che si conosce già. Una politica che vieta gli sconti permette di abbassare tutti i prezzi e consente la bibliodiversità, cioè la ricchezza dell’offerta.

A quelli che ci fanno la critica opposta possiamo solo dire: “lotta dura per la cultura...”

La sensazione è che il mercato editoriale italiano necessiti di una riforma profonda. Quali dovrebbero essere, a suo giudizio, i principi guida di un'eventuale provvedimento legislativo su questa materia? E soprattutto, pensa che l'editoria possa ormai prescindere da un confronto serio col mondo delle tecnologie (e-book in primis)?

Una riforma profonda dovrebbe prendere in considerazione la specialità italiana che consiste, per alcuni gruppi, nel possedere tutta la filiera: case editrici, reti di distribuzione, catene librarie... È un privilegio che gli altri Paesi non consentono o non contemplano e che dà a pochi editori vantaggi spropositati. Dovrebbe tener conto del grande numero di editori e librai indipendenti e fare in modo che non diventino i nuovi panda. Ci sono ottimi esempi intorno a noi di leggi ben fatte: Francia, Spagna, Germania, ecc. E un disastroso esempio da non seguire: l’Inghilterra.

Quanto alle tecnologie, il confronto è già cominciato, e ognuno coi suoi tempi ne verrà modificato.

La "Nuova disciplina sul prezzo dei libri" (o legge Levi, dal nome del primo deputato firmatario) s'inserisce tra quei provvedimenti a sostegno della bibliodiversità, del pluralismo delle voci editoriali. Ovvio, tuttavia, che un simile provvedimento non è sufficiente a garantire la sopravvivenza di molte medie e soprattutto piccole case editrici (e librerie) indipendenti di fronte ai grandi colossi del settore. Quali sono, secondo lei, ulteriori provvedimenti che potrebbero essere di supporto e di tutela ad un patrimonio culturale così importante come quello rappresentato dall'editoria e dalle librerie indipendenti?

Non mi pare che la legge Levi avesse per obiettivo principale la bibliodiversità e il pluralismo. Tanto è vero che ha cercato in tutti i modi di non ascoltare la voce di piccole e medie imprese, che le rappresentano. Ci è voluta molta tenacia da parte di tutti noi per ottenere qualcosa.

I provvedimenti necessari sono tanti e abbastanza chiari, basta accettare di prenderli. Fra l’altro, ancor prima di aiutare l’editoria, si potrebbe smettere di nuocerle, restituendole tariffe postali più favorevoli, o abbassando il prezzo dell’Iva. Sarebbe già qualcosa.

In conclusione, come spiegherebbe ad un lettore/consumatore i vantaggi che questa legge potrebbe apportare per lui?

Avrà più librerie, più libri, più scelta: e magari converrà che il libro non è una merce d’occasione imposta dal produttore più grosso, ma un nutrimento delicato e necessario da scegliere con accuratezza.

giovedì 3 marzo 2011

Lantana, un editore in difesa della bibliodiversità

Su "La Stampa" di qualche mese fa è uscito un interessante articolo su una casa editrice attiva dal gennaio di quest'anno, la Lantana. Come spiegato dalla neo-direttrice e socia di maggioranza Alessandra Gambetti (in passato già attiva per Castelvecchi, Einaudi Stile Libero e Vivalibri), «ci sta a cuore un concetto mutuato dal mondo naturale: quello della bibliodiversità. Ispirandosi alla biodiversità, questo concetto fa riferimento alla diversificazione del prodotto editoriale messo a disposizione del lettore». Per leggere tutto l'articolo, ecco il link:

Lo scrittore Andrea Inglese sul concetto di bibliodiversità

Segnaliamo un'interessantissima analisi dello scrittore Andrea Inglese pubblicata sul suo sito, www.nazioneindiana.com, sul tema, tanto caro a noi di booKerang, della bibliodiversità. Ecco il link: